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Giornale di Olgiate

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3 Febbraio 2025

Giornale di Olgiate

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Norme di Buona Pratica

Leggi le Norme di Buona Pratica per l’esecuzione di Tatuaggi e Piercing qui.

Good Practice Guidelines

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Omar Fassio, Manuella Crini, Madame Pagu, Riccardo Filimbaia

 

Tattoografia. Analisi di un tatuaggio
Di Omar Fassio, Manuella Crini, Madame Pagu, Riccardo Filimbaia – Golem Edizioni.

L’arte del tatuaggio risale al periodo che va dalla Preistoria alla Storia ed è una componente dell’evoluzione umana. D’altra parte, nello sviluppo individuale ogni bambino, imparata a impugnare la penna, si scarabocchia volutamente le mani: sembra quindi esserci qualcosa di atavico nel volersi disegnare sulla pelle. Il tatuaggio merita dunque un’attenzione maggiore da parte della psicologia perché l’accusa, avanzata fino a qualche decennio fa, di essere un sintomo di inquietudine, disagio o autolesionismo, è una lettura antiquata e superficiale. L’ipotesi che affiora in Tattoografia è che i tatuaggi stiano al corpo come i sogni alla mente e, dunque, il curatore li analizza facendo emergere motivazioni, emozioni e desideri di chi li ‘indossa’, evidenziando come in ognuno di essi vi sia una storia che, per essere raccontata, ha bisogno di qualcosa di più delle parole.

 

Gli autori

Omar Fassio Torinese, classe 1976. È psicologo, psicoterapeuta, dottore di ricerca in Psicologia Clinica e delle Relazioni Interpersonali e psicoanalista (Società Psicoanalitica Italiana). È stato docente a contratto per alcuni atenei italiani. È autore di decine di articoli scientifici nazionali ed internazionali. In ambito narrativo ha pubblicato romanzi (Eve editore, Astro Edizioni e Golem Edizioni), una raccolta di racconti (Ogni amore è un primo amore, 2024, Golem Edizioni) e, insieme a Massimo Tallone, scrive brevi saggi in forma epistolare dal titolo Corrispondenze (Golem Edizioni). È consigliere dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte. Ha coordinato tre edizioni di corsi di scrittura per i professionisti degli Ordini dei Medici, degli Avvocati e degli Psicologi di Torino e del Piemonte.

Manuella Crini Ph.D., è nata ad Ovada, in Piemonte, è una psicologa clinica e giuridico-forense con studio ad Alessandria. Laureata in Psicologia all’Università di Torino, ha conseguito un Dottorato di ricerca in Scienze Umane e vari master, tra cui sui i disturbi specifici dell’apprendimento, la psicodiagnosi e la consulenza tecnica in ambito forense. Ha collaborato con l’Università di Torino e Bergamo in attività didattiche e realizzato progetti contro il bullismo e per l’autodifesa femminile. Il suo approccio integra mente, cervello e corpo, con una forte attenzione scientifica e relazionale. È attiva anche online, dove condivide riflessioni psicologiche e divulgative. Ha collaborato con il dott. Omar Fassio nella stesura di Tattoografia, partendo da una passione personale per la pelle tatuata.

Madame Pagu è nata a San Paolo (Brasile), è un’artista visiva, scrittrice e ricercatrice. Dal 2015 vive in Italia, dove si dedica alla sua produzione artistica che, attraverso il linguaggio fotografico, l’appropriazione di oggetti e immagini, l’arte tessile e i nuovi media, costruisce opere immerse nell’universo del femminile, indagando la connessione delle relazioni umane con la percezione del tempo e dell’identità, riferimenti concettuali ed estetici per le sue pratiche e sperimentazioni poetiche. HA collaborato alla stesura di Tattoografia entrando nel team con la sua estrema sensibilità.

Riccardo Filimbaia è nato a Genova nel 1981, dove vive. Laureato presso la Facoltà di giurisprudenza, a Genova, ha conseguito il Master in specializzazione per le professioni legali a Torino nel 2013. Avvocato dal 2015, ha esercitato la professione sia in azienda sia in privato, tra Milano, Torino, Genova e Ovada. Nel 2017 lascia l’avvocatura e frequenta la scuola Comics di Torino. Nel 2019 intraprende la carriera da tatuatore, che svolge tra Torino e Genova. Ha collaborato a Tattoografia sia come soggetto del libro che come autore dei tatuaggi presenti.

Davide Valenti

Dal 22 settembre 2024, le strade di Milano sono diventate teatro di un’iniziativa unica: “Filosofia di strada”, un progetto ideato da Davide Valenti, in cui la filosofia incontra il pubblico direttamente sul marciapiede. Munito di microfono e lavagna, Valenti tiene lezioni aperte a chiunque voglia fermarsi ad ascoltare. Le prime lezioni si sono svolte in Piazza Affari, sotto l’installazione di Maurizio Cattelan, segnando l’inizio di un percorso che combina sapere, arte e interazione.

Davide Valenti è insegnante di filosofia e storia al liceo, ma la sua esperienza non si limita all’insegnamento tradizionale. Ex creativo pubblicitario e artista visivo, ha trasformato la filosofia in una performance artistica che decontestualizza l’attività didattica per darle un nuovo significato, evocando lo spirito dei grandi pensatori dell’antichità: come Socrate e Diogene, che sfidavano i cittadini ateniesi con domande provocatorie e intime.

Iscritto nelle liste degli artisti di strada, Valenti prenota ogni domenica il suo spazio in città, dove affronta il pensiero di tutti i filosofi della storia, da Talete a oggi, coinvolgendo il pubblico con domande, discussioni e workshop.

La differenza tra una lezione di filosofia di strada e una lezione online è radicale: non si tratta solo di parlare davanti a una videocamera. Qui, l’interazione è reale, immediata e imprevedibile. L’insegnante è completamente esposto, soggetto al giudizio e all’attenzione degli spettatori, senza filtri o protezioni. Non è uno spettacolo teatrale o televisivo: il pubblico non è invitato, è lì per scelta propria, e il rischio di non essere ascoltati o apprezzati è concreto.

Proprio questo rischio è al centro del progetto. Ogni lezione di strada è una sfida interiore, un modo per Valenti di confrontarsi con il proprio bisogno di accettazione e di dimostrare che parlare di ciò che conta con estranei non è solo possibile, ma essenziale. La filosofia di strada nasce così come un gesto di coraggio e di connessione: un invito a chiunque desideri andare oltre sé stesso, scoprendo il valore del pensiero condiviso e della curiosità collettiva.

Joe Patty

Joe Patty è un maestro dell’antico lavoro spirituale sulla pelle delle isole Maluku.
Si tratta di uno degli ultimi praticanti rimasti al mondo di questa antica cultura guerriera ed è stato apprendista della famiglia Tuhaka di Ngati Porou, Aotearoa.
Oltre al lavoro tradizionale e spirituale sulla pelle della sua isola, realizza anche arte e tatuaggi contemporanei in stile fusion pacifico. Non esegue lavori tradizionali provenienti da altre parti del Pacifico, per rispettare i protocolli culturali e spirituali di quelle isole.
Lavora con strumenti manuali tradizionali chiamati “Likata Hoha laha likata Tatu”, realizzati in legno autoctono, e utilizza anche macchine elettriche.

Gabriele Donnini

Gabriele Donnini, uno dei tatuatori più noti di Roma, presenterà il libro “Amomamma. Il carcere visto attraverso il tatuaggio”, scritto in collaborazione con Daniela Attili e Paola Bevere.

 

Amomamma. Il carcere visto attraverso il tatuaggio
Di Daniela Attili, Paola Bevere e Gabriele Donnini – Meltemi Editore.

Scrivere sulla propria pelle è una pratica che risale a migliaia di anni fa. Il volume indaga le caratteristiche di comunicazione, autodeterminazione ed esercizio di libertà legate a questa pratica, mettendone in luce – grazie a una pluralità di punti di vista – le implicazioni all’interno degli istituti penitenziari.
Immergendosi nel mondo carcerario, il testo spiega innanzitutto perché per i detenuti – che vivono in una condizione di vulnerabilità e senza adeguate tutele che garantiscano loro sicurezza fisica, psicologica, esistenziale e giuridica – il tatuaggio ha un così elevato valore simbolico: l’immagine stampata sul corpo è l’unica forma tangibile che non può essere sottratta ai privati della libertà. Dopo aver descritto le fonti normative, le tecniche, gli strumenti utilizzati e alcuni aspetti sanitari, il libro affronta la questione della clandestinità, che rende il tatuaggio in carcere molto pericoloso: la direzione verso cui dovrebbero lavorare le istituzioni è quella della “riduzione del danno”, sia fisico sia esistenziale.
Amomamma invita dunque a riflettere su un fenomeno che riguarda la dignità umana e i diritti fondamentali dei detenuti, con l’ambizioso obiettivo di una convivenza sociale pacifica e inclusiva.

Daniela Attili vive a Ventotene ed è una psicologa e psicoterapeuta a indirizzo antropologico esistenziale. È stata consulente del Ministero della Giustizia.

Paola Bevere vive a Roma, dove esercita la professione di avvocato e di docente in Diritto dell’esecuzione penale e Diritto penitenziario presso l’Università LUMSA.

Gabriele Donnini, tatuatore, vive a Roma ed è proprietario del Tattooing Demon Studio dal 1986.

La famiglia Razzouk

La famiglia Razzouk


L’eredità di Razzouk Tattoo: un viaggio senza tempo

Il tatuaggio è più di un’arte: è una storia tramandata attraverso i secoli. Per i Razzouk questa storia ha avuto inizio oltre 700 anni fa in Egitto, dove i loro antenati tatuavano i copti cristiani con piccole croci sui polsi per permettere loro l’accesso alle chiese. Questi tatuaggi, ricevuti fin dall’infanzia, divennero un segno di fede e identità. Cinque secoli fa portarono questa sacra tradizione nella Terra Santa, facendo di Gerusalemme il cuore del tatuaggio religioso per i pellegrini di tutto il mondo.

I fondatori di una tradizione

Il loro viaggio cominciò con gli antenati che intagliavano complessi stampi per tatuaggi in legno, ispirati a motivi biblici come la crocifissione, l’ascensione e la Madonna. Questi blocchi divennero strumenti di devozione, utilizzati per tatuare i pellegrini come ricordi tangibili della loro fede e del loro pellegrinaggio sacro in Terra Santa.

Jacob Razzouk, conosciuto come Hagop il tatuatore, rivoluzionò l’arte. Fu il primo tatuatore della regione a usare una macchina elettrica alimentata da una batteria d’auto e introdusse i tatuaggi a colori. La sua eredità comprende il tatuaggio dell’Imperatore d’Etiopia Haile Selassie negli anni ’30 e la formazione di innumerevoli artisti che hanno preservato le tradizioni del tatuaggio cristiano.

Un’eredità vivente

Oggi Wassim Razzouk, ventisettesima generazione, porta avanti questa tradizione senza eguali insieme ai figli Anton e Nizar. Insieme uniscono passato e presente, assicurando che quest’arte sacra continui a vivere. Pellegrini da ogni parte del mondo ancora oggi si recano da Razzouk Tattoo, portando sulla pelle disegni tramandati di generazione in generazione, tra cui l’iconica Croce di Gerusalemme — simbolo di fede ed eroismo sin dalla Prima Crociata.

Johnny Domus è un artista portoghese con oltre 20 anni di esperienza.
Fondatore e proprietario del Domus Tattoo Art Studio dal 2007.
Il suo stile Neotraditional è riconosciuto ovunque, grazie ai colori vibranti, alla tecnica straordinaria e ai disegni eccezionali.

CHIO

Nato nel 1973 in Brasile, è stato socio dell’Original Tattoo Studio, a Rio de Janeiro.
Nel 2006 si trasferisce in Europa, dove lavora in Italia, Svizzera e Germania.
Dal 2012 é proprietario del CHIO TATTOO SHOP, situato nella città di Porto, in Portogallo.

Con oltre 35 anni di esperienza, il suo stile principale è quello Giapponese.

KURU

Kuru inizia a tatuare nel 2014, quando, ancora studente di illustrazione e fumetto, si presenta l’opportunità di entrare nel mondo del tatuaggio. Quasi per gioco, muove i primi passi in questo ambiente, e da quel momento tutto cambia: si innamora profondamente di quest’arte, delle sue radici e delle sue tradizioni. Il fascino degli odori tipici dello studio, come il disinfettante, gli aghi e i disegni realizzati a mano, insieme all’entusiasmo per le nuove macchinette e gli accessori che sembravano migliorare di settimana in settimana, diventano per lui una fonte inesauribile di ispirazione.

Il percorso di Kuru si arricchisce viaggiando, partecipando a convention e lavorando in studi di amici: ogni nuova esperienza diventa un ricordo prezioso, ogni incontro un tassello che si aggiunge alla sua storia personale e artistica.

Fin dall’inizio, il suo stile si identifica nel newschool, ma con il tempo evolve, passando dai colori vivaci degli esordi a un bianco e nero più sobrio ed elegante, arricchito da influenze neotraditional, realistic e giapponesi, senza mai perdere l’obiettivo principale: mantenere il disegno al centro di ogni creazione.

OLIVIA FERCIONI

Olivia Fercioni nasce e cresce a Milano, fin da bambina respira l’ambiente del teatro e del tatuaggio seguendo, con la famiglia, il padre nei suoi spostamenti di lavoro in giro per l’Europa. Da sempre affascinata dai mondi in cui é cresciuta sceglie un percorso artistico, si diploma in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Brera, lavora in teatro con Paolo Rossi, all’Opéra Comique di Parigi e alla Staatsoper di Vienna, al Teatro alla Scala di Milano e con la compagnia di Luca de Filippo.

Da alcuni anni porta avanti assieme al padre e alla madre, autrice di numerosi saggi sulla storia del tatuaggio, il Queequeg Tattoo Studio e Museo di Milano in Brera dove ha avuto la fortuna di incontrare tanti dei grandi nomi del mondo del tatuaggio di ieri e di oggi.

ZAF

Albert Zafra, tatuatore di Barcellona con oltre 20 anni di esperienza, è specializzato in neotraditional, neo-giapponese, anime, lettering e bio-organico.

ARIEL

Affascinato sin da piccolo dal tatuaggio e dal disegno grazie al padre artista, ha iniziato il suo percorso da tatuatore nel 2008.

Nel corso degli anni ha esplorato diversi stili, trovando la sua vera vocazione nell’arte orientale.

Si dedica con passione allo studio dell’horimono, affascinato dalla sua potenza simbolica e iconografica.

Giuseppe LTRS

Giuseppe Longato è un artista specializzato nel lettering, ovvero un tatuaggio che si esprime in parole.

La sua comunicazione è diretta e definita, il messaggio impresso nella pelle diventa immediato e riconoscibile.

Marco Wallace

La passione di Marco per i tatuaggi è nata durante il servizio militare, osservando l’arte impressa sulla pelle dei suoi commilitoni.
Con oltre 25 anni di esperienza, ha esplorato le radici profonde del tatuaggio polinesiano, viaggiando ogni anno in Polinesia Francese per immergersi nella cultura e nei simboli ancestrali collaborando con artisti e artigiani locali.

Da autodidatta a punto di riferimento del settore, ha lasciato il segno nelle più importanti convention internazionali, da Londra a Tahiti, da Auckland a Milano.

Giovanni Speranza

Riconosciuto a livello nazionale e internazionale, Giovanni si distingue per il suo incredibile stile realistico in bianco e nero, capace di trasformare ogni tatuaggio in un capolavoro ricco di profondità.

Con un palmarès di premi e riconoscimenti conquistati nelle più prestigiose convention mondiali, è oggi considerato uno dei migliori artisti del panorama italiano

Pasqualin

Con oltre 25 anni di esperienza, Pasqualin è oggi riconosciuto a livello internazionale come uno dei più grandi specialisti del tatuaggio realistico in bianco e nero.

Il suo percorso inizia nel 1997, quando la passione per l’arte e l’attenzione ai dettagli lo portano a sperimentare vari stili prima di trovare la sua vocazione nel realismo.

Le sue opere, caratterizzate da un’incredibile profondità e fedeltà fotografica, spaziano dai ritratti umani a soggetti iconici del cinema, della musica e della cultura pop, realizzati con un’abilità tecnica che rende ogni tatuaggio una vera e propria opera d’arte su pelle.

Viviana Calvo

Viviana Calvo, straordinaria tatuatrice spagnola specializzata nello stile neo-tradizionale a colori, è pronta a stupirvi con la sua arte unica e vibrante. Proprietaria del rinomato Soho Tattoo Studio a Malaga, Viviana ha conquistato una posizione di spicco nel mondo del tatuaggio grazie alla sua capacità di unire elementi realistici e una palette di colori mozzafiato.

Il suo talento e la sua creatività l’hanno resa una delle artiste più ricercate e apprezzate a livello internazionale, ispirando tatuatori e appassionati di tutto il mondo.

Thomas Vincent

Thomas Vincent, tatuatore francese di fama internazionale, è famoso per la sua incredibile maestria nel realismo in bianco e nero.

Proprietario dello studio La Folie Noire a Saint-Malo, in Bretagna, Thomas ha dedicato la sua carriera a trasformare il disegno in autentiche opere d’arte sulla pelle.

Il suo talento lo ha portato a essere uno degli artisti più ammirati al mondo, e il suo stile iper-realistico è una fonte d’ispirazione per tatuatori e appassionati.

Aggie Vnek

Da oltre 15 anni, Aggie trasforma la pelle in una tela, unendo ritratti surreali e vibranti con elementi astratti. Dopo la laurea in belle arti, ha sviluppato uno stile unico che gioca con luci, ombre, colori e dimensioni, dando vita a una visione personale della realtà.

Tra gli aspetti più affascinanti del mondo del tatuaggio, per lei ci sono le convention internazionali, veri momenti di crescita e confronto con artisti e appassionati.

Laura Ortiz

Tattoo artist dal 2017, Laura lavora nel suo studio professionale a Marbella, in Spagna, ed è specializzata nello stile Black and Grey, in particolare nei grandi formati che risaltano la sua precisione e profondità artistica.

Pietro Idile

Cresciuto tra aghi e colori, Pietro ha respirato l’arte del tatuaggio fin da bambino. A 17 anni ha realizzato il suo primo tattoo, dando inizio a un percorso che oggi, dopo 16 anni di esperienza, lo vede alla guida del Davinci Tattoo Studio ad Assemini-Cagliari.

Specializzato in realismo e surrealismo a colori, ha lavorato in studi prestigiosi tra Europa e USA, come Artfaktors, Lakimii e Inkology Los Angeles.

I suoi lavori sono stati pubblicati sulle migliori riviste del settore… ora è pronto a lasciare il segno alla Como Tattoo Convention!

Cristian Casas (Kasasink)

Un artista ribelle e straordinario, pronto a portare il suo stile unico e la sua storia alla prima edizione della Como Tattoo Convention.
Tatuatore da oltre 10 anni di fama internazionale, vincitore di molte convention e artista unico nel suo genere, grazie al suo stile originale e alla sua tecnica.

Richard Dan aka “Lost Boy”

Richard Dan aka “Lost Boy”, all’anagrafe Riccardo D’Andrea, nato nell’Europa dell’Est si avvicina al mondo del tatuaggio in giovane età.

Trasforma una passione in lavoro e, successivamente, il lavoro in un vero e proprio stile di vita. Da sempre affascinato dalle cupe atmosfere del buio e dell’oscurità, scavando nelle sue radici prende consapevolezza che solo attraverso l’oscurità la luce acquista un senso.

Fa dell’inchiostro nero il suo punto di forza: attraverso i suoi tatuaggi racconta storie puntando all’innovazione ma con uno sguardo sul passato.
Lo stile blackwork e i suoi tatuaggi lo rendono riconoscibile grazie all’elevato numero di dettagli e texture che utilizza nei propri lavori, creando pezzi unici e sempre più ricercati.

Partecipa a innumerevoli Tattoo Convention Internazionali presenziando in numerose giurie. Lo potete trovare nel suo Eternal Rebel Tattoo Parlour alle porte di Brescia, affiancato da talentuosi collaboratori e un ricco carnet di ospiti nazionali e internazionali di altissimo livello.

Luca Talia

“Il mio lavoro e la mia ricerca si basano sull’estetica e sulla cura nel seguire la conformazione del corpo umano che il tatuaggio tribale ha sempre considerato, spostando la visione dei soggetti in un’ottica più moderna e lasciandomi influenzare da qualsiasi cultura possa arricchire il mio bagaglio creativo.
Da lì al negozio di Marco Pisa a Bologna passò solo poco tempo, e anch’io ebbi la mia prima dose d’inchiostro.
Da quel momento la passione crebbe fino a diventare la voglia di provarci e, dopo la dovuta gavetta e gli anni passati a sperimentare, ebbi la fortuna di poter affiancare amici/tatuatori che mi permisero di guardarli all’opera e cercare così di migliorare la tecnica.
Tutto è iniziato con un’idea semplice alimentata da una passione profonda.
Il mio lavoro è guidato da qualità ed integrità.
Il primo ricordo che ho di un tatuaggio e la copertina di Blue Valentine di Tom Waits.
Abbracciava la donna tatuata sul suo bicipite con la malinconia di una promessa mancata.
C’era tutto: il sentimento, la trasgressione e il rock’n’roll.
Fu solo l’inizio.”

ESTETICA E COMPOSIZIONE NEL TATUAGGIO POLINESIANO
Il tatuaggio polinesiano non è solo un ornamento sulla pelle, ma un linguaggio visivo antico, fatto di simboli che raccontano storie, identità e legami con la natura e la spiritualità. L’estetica in questa forma d’arte non è solo una questione di bellezza, ma di equilibrio, armonia e significato. Ogni linea, ogni curva e ogni elemento decorativo ha una funzione precisa e si lega alla persona che lo porta.

Il mio percorso e la mia visione
Negli anni ho avuto modo di approfondire questa tradizione, studiandone i significati e reinterpretandola nel rispetto delle sue radici culturali. Il mio obiettivo è trasmettere non solo l’aspetto visivo del tatuaggio polinesiano, ma anche la sua profondità e il valore che può avere per chi lo sceglie.

Conclusione
Durante questo evento parleremo proprio di questo: dell’estetica, del simbolismo e della potenza comunicativa di quest’arte millenaria. Spero che questa sia un’occasione di confronto e di scoperta per tutti.

Gian Maurizio Fercioni e Luisa Gnecchi Ruscone

Gian Maurizio Fercioni


Nato a Milano nel 1946, ha frequentato il Liceo Artistico di Brera e il Corso di Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, dove si è diplomato nel 1970. Ha debuttato alla Piccola Scala nel 1969 realizzando le scene del balletto Il circo di Elide Bonagiunta su musica di Sergej Prokof’ev; in seguito, sempre per la Piccola Scala, ha firmato scene e costumi per Il re pastore di Mozart (1980) e l’impianto scenico del concerto-spettacolo Variété di Mauricio Kagel (1981).
Nel 1970 ha avuto inizio la sua collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano, in qualità di assistente scenografo. Nel 1973 ha firmato e realizzato le maschere per Toller di Tankred Dorst per la regia di Patrice Chéreau, e dopo questo primo contatto con il gruppo di Chéreau è diventato l’assistente di Richard Peduzzi, che poi seguirà a Spoleto, Lione e Parigi.
Ha allestito la sartoria e curato i costumi per tutti gli spettacoli del Laboratorio Teatrale di Prato diretto da Luca Ronconi.
Nel 1972 con Andrée Ruth Shammah, Franco Parenti e Giovanni Testori ha fondato a Milano il Salone Pierlombardo, per il quale ha poi curato scene e costumi per oltre 40 spettacoli diretti da Shammah e Parenti su testi di Shakespeare, Molière, Pirandello, De Filippo, Pinter e Testori.
Nel corso della sua carriera ha realizzato scene e costumi per spettacoli di lirica e prosa nei maggiori teatri europei e in collaborazione con numerosi grandi registi (oltre ai già citati Andrée Ruth Shammah e Franco Parenti), tra i quali Roger Planchon, Werner Düggelin, Antoine Boursellier, Peter Lotschak, Jean-Claude Auvray, Mario Morini, Bepi Morassi, Tobias Richter, Louis Erlo, Roberto Guicciardini, Luca De Filippo, Gabriele Salvatores, Robert Sandoz. Ha svolto la sua attività di scenografo e costumista anche per il cinema, la televisione e la pubblicità. Nel 2004 ha curato i lavori di ristrutturazione del Teatro Franco Parenti di Milano in collaborazione con lo studio De Lucchi.
Parallelamente, nel 1970 ha aperto a Milano il “Queequeg Tattoo Studio & Museo”, uno dei primi tattoo studio italiani, mettendo anche a disposizione del pubblico la sua collezione storica e antropologica, che comprende strumenti per eseguire tatuaggi moderni e primitivi, tavole originali di disegni per tatuaggi provenienti da varie parti del mondo, stampe d’epoca e fotografie di personaggi tatuati di ogni provenienza. Nel 2000 lo studio, divenuto ben presto un importante punto di riferimento in Europa e nel mondo per chi si interessa di tatuaggio, ha ottenuto il patrocinio del Comune di Milano.
Ha lavorato a Lione e a Oxford e negli ultimi trent’anni ha partecipato alle principali convention di tatuaggio nel mondo.
Esegue tatuaggi sia con le macchinette elettriche sia a mano, con la tecnica tradizionale giapponese che ha imparato, in Giappone, dal grande maestro Horiyoshy III. È Fondatore della T.I.P.A. (Tatuatori Italiani Professionisti Associati), Socio Onorario della T.A.I. (Tatuatori Associati Italiani) e, dal 1978, socio della National Tattoo Association, che raccoglie i più importanti tatuatori di tutto il mondo. Ha pubblicato un libro sul suo maestro, Horiyoshi III. L’arte del tatuaggio giapponese.

 

Luisa Gnecchi Ruscone

È una antropologa e storica del tatuaggio, conosciuta in veste di:

  • Autrice: ha pubblicato libri che esplorano temi legati all’arte e alla cultura, come “Tattoo: La storia e le origini in Italia”, un’approfondita analisi della storia del tatuaggio nel nostro paese.
  • Curatrice d’arte: Gnecchi Ruscone ha sviluppato una profonda passione per l’arte, curando numerose mostre di grande successo. Tra le più recenti, si segnala la mostra “Tatuaggio. Storie dal Mediterraneo” al Mudec di Milano nel 2024.
    Cos’è il tatuaggio? Perché oggi ci si tatua? Quali storie si nascondono dietro un segno, per sempre “nostro”?

    Un progetto espositivo inedito e originale, che affronta il tatuaggio dal punto di vista storico, antropologico e culturale, concentrandosi sui luoghi in cui sono state rinvenute le sue prime inconfutabili testimonianze: il bacino del Mediterraneo.

    A partire da Ötzi, il più antico uomo tatuato il cui corpo sia stato finora rinvenuto in stato di mummificazione naturale, il percorso ripercorre la storia del tatuaggio, dalle evidenze preistoriche fino ad oggi, in un suggestivo collage caleidoscopico di immagini, colori ed esperienze raccontati da tatuatori e tatuatrici contemporanei.

    All’interno di un allestimento scenografico multimediale e interattivo realizzato dallo studio di progettazione e design Dotdotdot, una ricca documentazione di oggetti, reperti storici, strumenti, materiali sonori, videoinstallazioni, infografiche, stampe, incisioni, testi e riproduzioni provenienti da importanti istituzioni e raccolte museali.

    L’esposizione, prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e promossa dal Comune di Milano-Cultura, è a cura di Luisa Gnecchi Ruscone e Guido Guerzoni, con la collaborazione di Jurate Francesca Piacenti.

Elisa Fosforino AKA Rote Zora

Rote Zora (Elisa Fosforino) laureata in Storia e critica dell’arte, scrittrice e insegnante. Collabora con Agenzia X, casa editrice indipendente con cui ha pubblicato Mutate or die. In viaggio con la Mutoid Waste Company (2020) e Body act. Body suspension, piercing e tatuaggi (2022).

 

Body Act – Body Suspension, piercing e tatuaggi
Di Rote Zora Agenzia X Edizioni

Interviste a: G.P. Piercing dal 1986 • Fabio Nevoso• Zac Bodyart • Tota Volpe Landi• Genziana Cocco • Eleonora Russo Idà • Betti Marenko • Angelo Pezzola • Bruno Valsecchi • Noema Kali• Elvia Iannaccone Gezlev • Enrico Neuromaligno• Brenno Alberti • Angelo Nardò • Rudy De Amicis • Nicola Bloody CirKus • Antares Misandria • LaMiss Artistichousewife • Martina Bianchini• Alice Tank Ready

Trazioni o sospensioni, scarificazioni, piercing o tatuaggi sono azioni che consentono di sperimentare lo straordinario.
Perché le modificazioni corporee si stanno diffondendo nel mondo? Forse perché ci sono sempre più persone che insistono a rifiutare l’osceno quotidiano?
Il disagio, l’inquietudine, la rabbia che monta dentro le vene e che storicamente si esprime nelle strade in proteste, sommosse e occupazioni, oggi sembra esplodere anche sui corpi. La pelle e la carne diventano il luogo concreto su cui tracciare future traiettorie dissidenti, come cicatrici che rappresentano risorse, potenzialità e contraddizioni, ponendo il dolore al centro della ricerca.
Considerato il principale terreno di colonizzazione del controllo sociale e dell’omologazione, il corpo è per eccellenza il mezzo per trasformare i tabù in virtù, i divieti in occasioni, l’ordinario in straordinario, fino a superare il limite tra sogno e realtà.
Dal comune desiderio di azione diretta sulle proprie membra emergono le storie qui raccontate. Body act è un viaggio collettivo verso la scoperta di mutazioni fisiche e mentali incarnate per accedere all’estremo ed esplorare il punto ultimo, quello più lontano e inimmaginabile.

 

 

Gian Paolo Pirazzi (G.P. PIERCING)

Nato nel 1967 in un paesino della Val d’Ossola, in Piemonte; la sua famiglia si trasferisce subito a Milano.
Gli articoli che trovava sui vecchi numeri di National Geographic dello zio hanno dato origine alla sua passione per la Body Art e in particolare per le modificazioni corporee. Già per natura incline a tutto ciò che appare bizzarro e non convenzionale, non poteva non restare affascinato dai corpi decorati e dalle descrizioni dei rituali tribali che comparivano su quelle pagine.
Iniziò così una ricerca febbrile di ogni fonte che facesse riferimento a queste pratiche: libri, film, riviste… all’epoca la Rete, con il suo infinito bacino di informazioni, non esisteva!
A sedici anni si fece fare il primo piercing al lobo… a pistola naturalmente: grande soddisfazione, nonostante il calcio in culo del padre.
La scena Punk ebbe su di lui una grande influenza: in poco tempo collezionò 37 piercing sull’orecchio sinistro, qualcuno sul destro, sul naso, i primi tattoo…
A diciotto anni andò via di casa.
Il suo interesse, in particolare riguardo al piercing, cominciava a non limitarsi solo all’aspetto estetico: entrò in contatto con il mondo BDSM e con la pratica del “play piercing”, che iniziò a sperimentare su diverse zone del corpo.
Contemporaneamente cominciò a eseguire piercing ad ago su sé stesso e su una stretta cerchia di amici.
Allora non era facile procurarsi l’attrezzatura necessaria, quindi imparò a costruire anelli e barrette con l’acciaio adatto che andava ad acquistare in fabbrica.
Ma decisivo per il suo destino fu l’incontro con Mr. Roland, piercer di Amsterdam, allievo del leggendario Mr. Sebastian di Londra.
Fu il suo maestro teorico, oltre che un caro amico, e grazie a lui poté approfondire il suo interesse particolare per il piercing genitale.
È grato anche all’amico Giorgio, medico torinese appassionato di BDSM, per i preziosi consigli sulle tecniche di esecuzione dei piercing genitali più complessi.
Nel 1994 partecipò al seminario sul piercing curato dalla Gauntlet (società americana fondata da Jim Ward che ha enormemente contribuito alla diffusione del piercing in Occidente); all’epoca fu sicuramente un’ottima opportunità, in particolare per aver modo di apprendere nozioni su igiene e sicurezza, argomenti su cui, allora, le informazioni erano difficilissime da reperire.
L’anno seguente aprì con Mr. Fab (altro pioniere del piercing in Italia) il primo studio italiano dedicato esclusivamente al piercing.
La sua ricerca si evolse e cominciò a sperimentare le prime sospensioni: in casa, in natura ed anche in occasione di performance.
In seguito scelse di accantonare gli spettacoli pubblici, preferendo considerare la sospensione unicamente come rituale privato.
Consolidando la sua esperienza, si è dedicato anche alla scarificazione, al branding, al beading e in seguito allo splitting e ad altre tecniche più avanzate.
Nel 2004 è stato socio co-fondatore della APTPI (Associazione Piercer e Tatuatori Professionisti Italiani), che ha poi lasciato per esigenze personali. Un’esperienza preziosa che gli ha permesso di fare un ulteriore balzo professionale grazie al confronto con altri colleghi competenti.
Nel 2013, con l’istituzione del corso regionale lombardo su igiene e sicurezza per operatori di tatuaggio e piercing, ha provveduto subito a conseguire l’attestato.
Cerca sempre di approfondire la propria conoscenza ed apprendere nuove tecniche di modificazione corporea.
Attualmente collabora con Venticento Tattoo, Sopra le Righe Tattoo e Dak Tattoo, tutti studi di Milano.

Lars Krutak

SCARIFICAZIONE
Dall’Africa alla Papua Nuova Guinea, la scarificazione indigena è una dichiarazione culturale permanente delle visioni del mondo in cui umani, natura e soprannaturale sono uniti. Questa dolorosa forma di modifica corporea rappresenta la rievocazione di miti antichi, tradizioni ancestrali e le azioni di divinità ed eroi culturali che hanno sacrificato le proprie pelli per renderle più durature e sacre. Il Dr. Krutak discute come varie credenze culturali abbiano ispirato la creazione di questa tradizione duratura e simbolica. Attraverso splendide fotografie, video grafici e le sue esperienze personali di scarificazione in Benin, Etiopia e Papua Nuova Guinea, sottolineerà i profondi significati personali che le cicatrici hanno per le popolazioni indigene che le indossano e le realizzano. Avrà disponibili copie firmate del suo libro rivoluzionario Magical Tattoos & Scarification, tra gli altri.

IL TATUAGGIO: UN PATRIMONIO MONDIALE
Fin dai tempi più antichi, culture diverse di tutto il mondo hanno prodotto forme di tatuaggio straordinariamente diverse. Alcuni impiegavano i tatuaggi a scopo terapeutico o estetico, o per segnare particolari traguardi della vita, o per affermare l’identità sociale. Altri marcavano il corpo con simboli che si riteneva promuovessero la fertilità, proteggessero il corpo dagli spiriti maligni o li accompagnassero in sicurezza nell’aldilà.
Unisciti al viaggiatore del mondo, antropologo e fotografo Dr. Lars Krutak mentre condivide il suo viaggio di oltre 20 anni, per capire come i tatuaggi “fanno” le persone che li indossano, parte del quale ha raccontato nella sua serie Discovery Channel, così come in Explained di Netflix e nel prossimo documentario Treasure of the Rice Terraces con il maestro tatuatore Kalinga Apo Whang-Od Oggay delle Filippine settentrionali.
In una presentazione riccamente illustrata basata sulla sua ricerca sul campo e sui racconti di esploratori, storici e antropologi, parlerà del tatuaggio in tutto il mondo dal 3000 a.C. ad oggi. Esplorerà antiche tradizioni del tatuaggio e rivelerà come i tatuaggi hanno esposto desideri e paure individuali, valori culturali, spiritualità e legami ancestrali che sono stati scritti sul corpo con l’inchiostro.
Il Dr. Krutak discuterà anche dei suoi nuovi libri Tattoo Traditions of Asia (University of Hawai’i Press) e Indigenous Tattoo Traditions (Princeton University Press). Avrà disponibili copie firmate di questi e altri libri sul tatuaggio.

TATUAGGIO MAGICO & SCARIFICAZIONE
Nel 1777, la parola “tatuaggio” fu definita come “un segno o una fissazione indelebile sul corpo mediante l’inserimento di pigmento sotto la pelle o la produzione di cicatrici”. Tuttavia, per migliaia di anni prima di quella data, i popoli indigeni praticavano varie forme di tatuaggio, scarificazione e altre forme di modificazione corporea (ad esempio, inserendo amuleti sotto la pelle) non solo per abbellirsi o segnare importanti traguardi della vita, ma anche per compiacere o cercare protezione da spiriti o divinità che abitavano il loro mondo. In questa lezione, il Dr. Krutak sarà la tua guida in questo viaggio in territorio altamente sacro per rivelare come le popolazioni indigene utilizzino la modificazione rituale del corpo per migliorare il loro accesso al soprannaturale.

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